Vie di Roma, 10.00 a.m

Aggiornato il: gen 11

19 dicembre 2020, quasi Natale


Si consiglia di leggere le seguenti righe ascoltando "Carol of the bell" di John Williams


Quanto freddo.

Le mattine s'allungano, le notti gelano, il crepuscolo è ormai vento freddo. Inverno, e silenzio e un'altra solitudine alle porte mentre il paese s'inverte, si diverte, si sveste. Come si fa a tenere allacciati i giorni?

Se ne vanno, uno dietro l'altro,

e ti senti sempre meno giovane, o capace, o veloce, o fortunato,

e poi il senso di colpa, e la paura, ma che anno è stato?

Quanto ti sei annoiato, annoiato mentre eri spaventato?


Che combinazione. Ieri passeggiavo in questo caos natalizio che improvvisamente, per qualche attimo, sembra aver cancellato il timore. La festa.

Che bisogno di fasti e compagnia, e cibo, e regali, come fosse un diritto, un diritto dopo quest'anno, un diritto da rivendicare, io voglio festeggiare?

Ed ecco che anche la rima si fa strada verso le feste, mancherebbe solo la neve, ma Roma quest'anno non vuole altri problemi, che poi si sa che se nevica e chi ce la fa a non toccarsi, incontrarsi, sorridersi o baciarsi.

L'albero a Piazza del popolo sembra quasi bello, i negozi vedono per la prima volta, dopo mesi, qualche ressa, e poi chi c'è l'ha il coraggio di giudicare?


"Vienimi a cercare" un eco di questo Natale, senza entusiasmi, ma che poi un po' di coraggio e d'amore c'è ancora, dopotutto c'è chi ha fatto la guerra.



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