-Una stanza-


Roma, gennaio 2020

Ho una stanza ricamata

tra le vie d'una città

che fa spavento.


Non so ancora che ci faccio qui,

tra il mio letto troppo grande e le mura

di vetro piene di mani

che non ricordo.

Buonanotte a tutti.



Io ho una stanza tra le mura

d'un paese/sgualdrina,

che allarga le gambe

alla notte.

Tra i pensieri nuovi e quelli consumati

guardiamo cieli pieni di nubi passeggere,

e le pareti della stanza

si assottigliano,


son sicura d'essere sicura

solo qua;

con le coperte d'un colore e

il chiacchiericcio

delle vie

che si perde dove nasce il mio sonno

notturno.

Buonanotte!


In questa stanza

ricamata, io cerco di riposare,

e fuori è freddo,

e sogno che le montagne siano qua,

ad un passo,

un leggero passo da gigante,

e oltre oceani,

e che non basti quel piccolo pensare cittadino

che fa spavento

per passeggiare nei deserti.

Qua fuori c'è anche l'Amazzonia,

e si estende per miglia,

e posso, oh posso

pensare che mi basta uscire,

da questa stanza ricamata


per le vie d'un mondo umido,

che fa spavento.




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