-Tutto quello che ho scordato-



L’erba è gialla e il cielo è coperto. seduta sul prato cerco al sole

le mie vene poetiche. Ci sono tre cipressi qui e

una mimosa in fiore. C’erano tre permessi qui e

per la libertà

poche ore. Ho visto i colori dei fiori sbiadirsi insieme al muro grigio. Ho colto margherite e mi sono sporcata le mani

del verde del prato,


Perchè il rosa pallido non basta

ad afferrare gli oggetti. Vorrei una bocca color lampone, sapor lampone e dire alle cornacchie che mi basta il vento. Che loro possono fare silenzio. E se potessi mi attorciglierei come fa quest’albero solo per sgranchirmi la schiena. Ho visto sassi farsi molli se ci credi; E bagliori farsi lontani se decidi

che non li vedi.

Ho fatto dell’assonanza un gioco stupido, della temperanza un sapore neutro. Mi sono persa i colori. Li ho messi insieme in una massa informe.

Ho guardato il cielo farsi noioso, e un azzurro indefinito non lo ricordo, s'è perso con lo scomparire delle colline,

in mezzo a questa pianura infinita,

il cielo sembra finito.


E i fili d’erba,

e il rosa pallido delle mani che non basta ad

afferrare gli oggetti,

e poi il mattino,

fresco e delicato,

e tutto quello che ho perso,

e tutto quello che ho scordato.



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