Tenerezza


Una mano che sfiora,

uno sguardo chiaro, limpido,

due dita di polvere sui libri,

e un occhiata, lì sulla soglia

mentre il sole c'abbandona,

anche lui, tra l'erba alta,


un sospiro, ad un passo,

un metro di distanza,

e quella possibilità

che si possa rifare il giorno

rimediare

risanare il mattino

imparare a incantare l'altro,


un bacio dato all'angolo del viso

dove la pelle cade nel vuoto,

e i capelli sul cuscino,

qualche riga sussurrata,

una lucciola che vola pigra

"dove ogni altra luce si spegne",

una rosa che fiorisce a giugno,

e un ultimo saluto mentre finisce oggi,


una rete di ferro rotta dalla prima volpe (ladra)

un albero già morto che rimane in piedi (illuso)

e un uomo sconosciuto addormentato

il confine di un terrazzo che si sdraia in un cielo blu

le stelle che non vedo mai da questa città santa

e questo bisogno di tenerezza,


che basterebbe un momento,

un colore giusto

o un attimo-

giusto un attimo

in cui senti

che va bene,

va bene così,

con tenerezza,

sì con tenerezza,

come fa il vento

con le mani.



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