-Ritornare-

Breve riflessione sul ritorno a casa

Ci sono tanti modi per tornare a casa.

Negli anni ho imparato i suoni diversi del ritorno, i motivi, le ragioni, le sensazioni;

il ritorno è sempre un magico mistero,

lo si fa volentieri, malvolentieri, con un peso sul petto, con un buco nel cuore, si ritorna in catene o in libertà, si ritorna al sereno o in cattività;



c'è chi non vede l'ora ovunque sia, perchè il mondo gli va sempre un po' stretto,

chi si sente costretto a tornare e non può rimandare,

perchè c'è chi lo aspetta,

chi si preoccupa, a chi manca una stretta

di mano,

e poi c'è chi il ritorno lo sente come l'inizio d'un eterno circolo:

tornerò, cambierò, ricomincerò e ancora partirò.



A me è sempre sembrato il leggero passo

verso il baratro più buio, la notte più nera

e infine una nuova primavera;


ma come si fa a non amarlo,

a non bramarlo

il ritorno,

perchè poi è tutto un incontrarsi, ritrovarsi

per vivere intensamente e di nuovo lasciarsi;


un tappeto, un cuscino, una sedia amata,

e quell'albero, un ulivo, un fico innamorato,


qualche lampone che ti ricorda i giochi d'infanzia,

e poi tutta quella distanza,

sostanza, non è mai abbastanza,


e quel profumo tutto

nostro e di chi si ama,

che ci fa sentire insieme,

accolti e avvolti

senza esitazione,


abdicare al trono

del viaggiatore

e per un attimo

rimandare ogni meta:


eccomi, sono tornato,

sono stanco, accaldato

affannato,

ma sono tornato,


alle mie catene di

fiordalisi,

alle mie radici,

profonde,


in questo angolo di mondo

tutto sfatto

e un po' disordinato

in cui il cielo si fa blu

e le notti

segnano il confine,


sono tornato,

a prendere

un po' di calore,

stanco e affannato,

pieno di vita,

e svuotato

sono tornato

a riposare il cuore.



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