-Ore tarde-

Breve delirio accaldato

Mare e libri

Lascio alle ore tarde del giorno

tutti gli affanni

della giornata.


Quassù si respira,

bacche e odor di ginepro.


Leggeri pensieri

che si innalzano.


Osservarli un secondo andare lontano,

una pausa dal mondo

prigioniero.


L’aria mi scalda la pelle,

Piccole onde

Sul mio pallido colore.


Un nuovo mondo mi si apre,

la solitudine mi spalanca

le sue porte di nuovo.


Mi fermo.


Sono arrivata al primo gradino.

Guardo al domani,

non c’è nulla ancora,

sorrisi nel vuoto,


in volo

Su nuove vette,

Una luce ad est che sale

Sale fino a domani.


Perirò come i castagni d’inverno,

Lasciando ricci cadere

E pungendo la natura senza timore;


mi lascerò portare dai venti segreti

che sentono in pochi,


scriverò nelle vallate come il letto

d’un fiume impetuoso

nuovi percorsi,


senza meta

e davanti l’unica punta

sarà mare e poi oceano.


Ad annegare tra i versi butterò il mio giovane corpo

E senza paura affogherò nell’infinito salato

Di questo ieri

D’un altro domani.


e l'amore,

l'amore

darà aria

all'acqua.

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