Natale, 17.28 p.m

Aggiornamento: gen 11

Roma 2020


Si consiglia di leggere queste poche righe ascoltando l'Ave Maria" di Schubert


Quanto silenzio. Ho fatto due passi nel quartiere, non c'è anima viva. Qualcuno s'attarda in macchina, di ritorno da un pranzo o forse, come me, per guardare il deserto delle case, città fantasma, quartiere spento. Eppure c'è sempre stata meno gente per le strade durante il pranzo di natale, eppure è normale che la vita sia nelle case e non per strada e giusto ed equilibrato e legale, e onesto e protettivo...eppure c'è un deserto anche nei dieci metri sotto casa, e questo Natale è un insieme di parole messe dentro ad un cappello e mescolate, escono fuori a caso, un po' alla rinfusa, senza un vero senso, regali, soldi, problemi irrisolti, e poi di nuovo fortunati... quanto siamo fortunati... in questo deserto delle case, in questo silenzio dei palazzi, ringraziamo, che da ringraziare c'è sempre tanto e ponderiamo le parole, e soppesiamole, e usiamole per bene. E dopo l'ultimo amaro cominciano i propositi per l'anno nuovo: snoderò il mio animo contorto, incastrerò i pezzi giusti, metterò in ordine l'armadio, troverò lavoro, sceglierò bene, amerò bene, vorrò e quello che vorrò potrò che poi tutto è possibile, ci devo credere di più, che poi si sa che i sogni si avverano.


Ma una verità forse si avvia per le strade deserte, in questo silenzio dei palazzi,

è un aver paura insieme, che poi fa sempre salire il coraggio.


Buon Natale...

e Guareschi poi l'ha detta meglio:


" Stretta è la foglia,

larga è la via

dite la vostra

che ho detto la mia,

e se non v'è piaciuta

non vogliatemi male

ve ne dirò una meglio

il prossimo Natale..."


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