(è) Colpa di Roma, 11.35 a.m.

Dedicata a chi ama Roma a Primavera ( e al mio fiore lontano)


Si consiglia di leggere queste poche righe ascoltando "Chitarra romana" di Claudio Villa


La giornata comincia in discesa.

Sole, venticello primaverile, le piante crescono forti, la mia rosa sembra pronta a dare al mondo un po' di colore, le fragole spuntano timide, l'abete si nasconde e i fiori s'aprono gioiosi, intirizziti dalle passate giornate di pioggia, si scuotono e si mostrano: c'è il sole.


Ed è il primo vero sole primaverile, quello di metà aprile,

quello che preannuncia l'estate, e il maggio romano,


Di Roma a primavera mi sono innamorata,

Quella primavera calda e ventilata, che ti accompagna fino a fine giornata,

le ville e i prati affollati, il Pincio e il Giardino degli Aranci, i fiori e piazza di Spagna,

e quel lungotevere soleggiato

e Trastevere fiorito, e rimani incantato,

il profumo di pane e le maniche corte

e le sere d'aprile, le sere di maggio,

quando tramonta su Castel Sant'Angelo

e l'alcool accompagna tutti e si va a dormire

all'alba

che non c'è il tempo di pensare,

di agire in maniera razionale,

si può solo bere, amare, sperare;


e quanto è bella Roma a Primavera che come diceva lui

"questa non è una Primavera tranquilla";


ma intanto dateci quella vecchia canzonaccia da osteria,

un bicchiere di vino in un pranzo improvvisato sui tetti,

e un pomeriggio passato a rincorrere i venti

e una fuga in motorino

e quell'amico incontrato passeggiando

e la sigaretta fumata, scambiata e poi regalata,


quando eravamo in 5 e poi in 10 e poi in venti seduti su un prato

a inventarci la vita negli angoli di Roma,

e i muretti, e le birrerie,

e tutti i mezzi che hai provato, che poi alla bicicletta quante volte ci hai rinunciato,

e poi hai ricominciato,

e tutte quelle primavere in libertà,

sui tetti, le terrazze, nelle piazze,

che poi ti giri e

ti ricordi:


"siamo al Colosseo! me l'ero scordato,

ma quanto è bella sta città

che do te giri te giri...

che poi è na stronza eh

che poi però manco troppo eh

che poi te regala n'angoletto,

'n pezzo di cielo e

na statua de 2000 anni fa

e tiè t'ha fregato..."


e così è arrivata

fa caldo, io esco vado

là,

in mezzo all'erba al sole al cielo


un po' di vino, vento e trallallà.





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