- Canticchiavamo-


Abbiamo dirottato navi.

Di quelle con gli uncini sul becco,

le passerelle ai lati

e un grosso carico di promesse mancate;


ci siamo ammutinati,

pirati, bucanieri, delinquenti,

perdenti;


eravamo un'umanità potente,


Canticchiavamo Mozart

sotto la doccia

(come se si potesse canticchiare);


ascoltavamo il leggero fruscio di quei canneti

fuori dalla finestra:

origliavano la nostra intimità

come fosse una conversazione proibita

dietro una porta di legno,


di quelle che finiscono in baci senza amore,

di cui si sente il rumore, sopra a tutto.


Era un rumore opaco come i sorrisi della luna,

quello dei nostri silenzi,


nelle cattedrali, dentro i cimiteri,

nei sogni più discreti,

d'un tempo ormai finito,

in cui non c'era tetto al cielo, e

muro sulla terra;


Ora sono cambiati i sogni,

gli amici che hai smesso di salvare dalla morte

sono troppi.

Ognuno si sceglie l'epitaffio.


Ci sono solitudini che non si possono fuggire.


Amianto e polvere,

pallottole sparate nella sabbia,

o nuvole senza temporali:

giorni tutti uguali.


e noi ancora qui


ad accettare gli inverni,

a raccogliere le stelle da terra,

ad afferrare le sbarre della gabbia

che c'ha stritolato

le mani.


Il mondo è cambiato.




Post recenti

Mostra tutti